Brasile secondo produttore di Ogm al mondo

Il Brasile è il secondo produttore al mondo di organismi geneticamente modificati (Ogm), dietro agli Stati Uniti. Secondo l'agenzia di consulenza agroalimentare Céleres, il Brasile possiede circa 37 milioni di ettari di terreno con colture Ogm.
Considerando che nel complesso l'agricoltura in Brasile utilizza 67,7 milioni di ettari, i raccolti Ogm sono più della metà. Lo dicono alcune stime dell'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica effettuate nell'anno 2013.
L'utilizzo di prodotti transgenici in Brasile è iniziato nei primi anni 90, quando i contadini del Sud iniziarono a coltivare la soia geneticamente modificata importata dall'Argentina. Il Governo ha iniziato a mettere in commercio il prodotto nel 1995.
Nel 1998, a causa di una querela da parte dell'Istituto Brasiliano per la Difesa dei Consumatori, la vendita degli Ogm è stata vietata. Ma nel 2003 il Governo, seppur con alcune normative, ha di nuovo consentito la commercializzazione di prodotti geneticamente modificati. Nello stesso anno, il Governo brasiliano ha emesso il Decreto di Etichettatura (4680/2003), che obbliga produttori e venditori a identificare con un'apposita etichetta le confezioni dei prodotti alimentari che contengono più dell'un per cento di materie prime geneticamente modificate.
Nel marzo 2005 è entrata in vigore la Legge sulla Bio-sicurezza (11.105/05), che permette l'utilizzo di organismi transgenici senza studi preventivi sull'impatto ambientale. Inoltre la legge ha delineato alcune normative per la ricerca biotecnologica e ha fondato l'organizzazione che sovrintende il presente regolamento, ovvero la Commissione Tecnica Nazionale sulla Bio-sicurezza Brasiliana (CtnBio).
Il Brasile possiede la più alta varietà di soia Ogm rispetto a qualsiasi altra coltura – un raccolto importante esportato in tutto il mondo. Céleres riferisce che l'88,8 per cento delle colture di soia coltivate in Brasile tra il 2012 e il 2013 sono Ogm.

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